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Mindfulness & mindfulness con pazienti psichiatrici

Sempre più frequentemente nei testi di psicologia si legge di questa strana parola dall’origine anglosassone: Mindfulness.

Ma che cos’è questa mindfulness?!

Letteralmente, mindfulness significa consapevolezza. Il termine fa riferimento ad una pratica focalizzata sull’esercizio della consapevolezza di sè e del mondo nel qui ed ora, in modo non giudicante, attimo per attimo.
Fonte: F. Didonna, Manuale Clinico di Mindfulness, Franco Angeli, 2008

Ma cosa significa, in parole semplici?!

La mindfulness nasce nella cultura orientale e nella pratica della meditazione samatha e vipassana: la meditazione samatha, la prima che viene insegnata, vede il suo focus nell’osservazione del respiro, esercizio per calmare la mente; la meditazione vipassana, insegnata successivamente, sollecita l’osservazione consapevole di ogni contenuto emergente, dai pensieri, alle sensazioni, alle emozioni. Le tecniche basate sulla mindfulness vedono una fusione di questi due tipi di meditazione. Nella meditazione di consapevolezza non si praticano, quindi, necessariamente, movimenti particolari, ma anche ove si praticassero, l’attenzione è dolcemente accompagnata verso il qui ed ora, secondo dopo secondo, in modo pieno, vigile, completo… ed allenata a mantenersi nel qui ed ora in modo pieno ed accettante, senza difficoltà.

Fate una prova: cercate di restare immobili, sul divano o sulla sedia dove siete, per 5 minuti di cronometro ad occhi chiusi o semichiusi, e prestate piena attenzione a ciò che provate o sentite senza che la vostra mente schizzi da un pensiero all’altro… starò facendo l’esercizio bene?! Cosa devo fare per cena?! Ma domani l’appuntamento è alle 10 o alle 11?! Se ieri avessi fatto quella determinata cosa anzichè quell’altra….! Ci siete riusciti?

Che la mente si muova sui pensieri che spontaneamente produce è assolutamente normale. L’allenamento proposto nella mindfulness, nelle sue varie pratiche, funge proprio da “rallentatore” della mente e “canalizzatore” dell’attenzione.

Tra le prime tecniche proposte da Kabat-Zinn, luminare del metodo, si ha la meditazione di consapevolezza con della semplice uva passa… situazione banale, direte, in cui esercitare un’abilità che porta invece tanti benefici!
F. Bulli & G. Melli, Mindfulness & Acceptance in Psicoterapia, Eclipsi, 2010

Correva l’anno 2013 quando, all’interno del reparto di Psichiatria dell’Ospedale di Legnago (VR), ho pensato di proporre la pratica della mindfulness ai pazienti ricoverati. “Una follia!“, penserebbe di primo acchito chi conosce un po’ il metodo e le controindicazioni. Ebbene, consapevole io stessa delle potenzialità e dei rischi della tecnica (per i pazienti psicotici la pratica della mindfulness rischia di essere angosciante e scompensante), ho considerato di integrare la mindfulness ad altre tecniche, e ho ideato in questo modo un’attività di gruppo che potesse mantenere i benefici che auspicavo, senza i rischi che volevo evitare. Alla presentazione del progetto al capo reparto, al primario e allo psichiatra più anziano, l’attività di reparto fu approvata:
nacque Cerimonia del Tè.

L’attività è stata implementata e attuata da Aprile ad Agosto 2013. Sia il personale che i pazienti stessi hanno riscontrato benefici dati dall’attività di gruppo, motivo per cui, in collaborazione con la Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Boggian, ho deciso di avviare una piccola ricerca per documentare l’effetto di Cerimonia del Tè sugli utenti ricoverati in psichiatria, i beneficiari dell’attività. All’analisi dei risultati (per la quale si ringrazia il Prof. Dott. Alberto Voci dell’Università di Padova) abbiamo riscontrato:

  • Un aumento della frequenza di socializzazione tra i pazienti partecipanti, al termine dell’attività;
  • Il miglioramento della percezione relativa al clima del reparto, da parte del personale.

La diffusione dell’articolo, e quindi della piccola ricerca, vuole sostenere e sollecitare la realizzazione di gruppi terapeutici e riabilitativi nella primissima fase post-acuta, durante la degenza del paziente.

Per saperne di più si rimanda all’articolo completo su State of Mind – il giornale delle scienze psicologiche: http://www.stateofmind.it/2015/12/mindfulness-pazienti-psichiatrici/

Cerimonia del Tè non è solo un’attività per pazienti psichiatrici, è uno strumento… per questo utilizzabile con altri target di popolazioni, anche con i ragazzini.

L’autrice: Dott.ssa Bocchi


Dott.ssa Martina Bocchi – Psicologa
martina.bocchivr@gmail.com – 3401284704
Albo A, Ordine degli Psicologi Veneto: n. 9713
3401284704 (VR)

4 Comments on “Mindfulness & mindfulness con pazienti psichiatrici

  1. Can I just say what a relief to find someone who actually knows what theyre talking about on the internet. You definitely know how to bring an issue to light and make it important. More people need to read this and understand this side of the story. I cant believe youre not more popular because you definitely have the gift.

    • Tradotto per gli italiani: “posso solo dire sia un sollievo trovare qualcuno che sa realmente di cosa sta parlando, su internet. Sicuramente sapete come portare un problema alla luce e renderlo importante. Più persone hanno bisogno di leggere questo e capire questo lato della storia.”

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